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Quali sono i quattro crateri dell'Etna: nomi e storia

Quattro escursionisti con casco sull'orlo di un cratere sommitale dell'Etna che degassa

Nord-Est, Voragine, Bocca Nuova, Sud-Est. Sono quattro nomi che ricorrono in ogni comunicato dell'INGV e in ogni cronaca di eruzione, ma che per chi guarda l'Etna dal basso restano spesso indistinguibili: un solo pennacchio sopra una sola cima.

Lassù, invece, ci sono quattro bocche diverse, nate in epoche diverse e con un carattere proprio. Una ha costruito un cono che per decenni è stato il tetto della Sicilia; una è una depressione che si allarga e si richiude; una respira gas quasi senza sosta; una, la più giovane, è cresciuta così in fretta da ridisegnare il profilo del vulcano in una sola generazione. Conoscere i loro nomi cambia il modo di guardare l'Etna: da quel momento il pennacchio ha un indirizzo preciso.

I nomi dei quattro crateri dell'Etna

I crateri sommitali sono quattro:

  1. Cratere di Nord-Est, nato nel 1911;
  2. Voragine, formatasi nel 1945 all'interno del Cratere Centrale;
  3. Bocca Nuova, aperta nel 1968, anch'essa nel Cratere Centrale;
  4. Cratere di Sud-Est, nato nel 1971 e ampliato da numerosi episodi eruttivi.

Un dettaglio che sfugge spesso: Voragine e Bocca Nuova non sono strutture indipendenti, ma due bocche distinte aperte dentro il vecchio Cratere Centrale. Per questo, a seconda di come si conta, si sente parlare sia di quattro crateri sia di tre strutture principali.

Fino all'inizio del Novecento la sommità appariva molto diversa da quella attuale. Le quattro bocche che oggi riconosciamo si sono formate tutte negli ultimi centoventi anni circa: un intervallo brevissimo se confrontato con la storia geologica del vulcano, iniziata centinaia di migliaia di anni fa. L'Etna che vediamo in cima, in altre parole, è più giovane della fotografia.

Il Cratere di Nord-Est (1911)

Il Cratere di Nord-Est è il più anziano dei quattro. Per molti decenni il suo orlo ha rappresentato il punto più alto dell'Etna e il suo cono è diventato uno degli elementi più riconoscibili del profilo sommitale.

La sua attività alterna fasi di degassamento, esplosioni e periodi di maggiore quiete apparente. Quest'ultima parola va usata con prudenza: su un vulcano a condotto aperto, l'assenza di fenomeni spettacolari non coincide con l'assenza di dinamiche profonde.

La Voragine (1945)

La Voragine si è aperta nel 1945 all'interno del vecchio Cratere Centrale. Il nome descrive bene l'impressione suscitata da questa grande depressione, ma la sua forma non resta immutata. L'accumulo di scorie e bombe vulcaniche può costruire nuovi coni interni; esplosioni e cedimenti possono invece allargarne o abbassarne gli orli.

Le eruzioni della Voragine hanno dimostrato quanto rapidamente possa cambiare la morfologia della cima. Per questo, quando si parla della quota dell'Etna, è sempre necessario indicare anche la data del rilievo.

La Bocca Nuova (1968)

La Bocca Nuova nasce nel 1968 accanto alla Voragine, sempre all'interno del Cratere Centrale. È un sistema articolato, segnato da pareti interne, fratture, bocche degassanti e zone che possono essere modificate o colmate dai prodotti delle eruzioni vicine.

Il degassamento può essere intenso anche quando non si osservano colate o fontane di lava. Il pennacchio che si alza dalla sommità, spesso scambiato genericamente per “fumo”, è composto soprattutto da vapore acqueo e gas vulcanici.

Il Cratere di Sud-Est (1971)

Il Cratere di Sud-Est è il più giovane e, oggi, il più dinamico. Nato nel 1971 sul fianco orientale del Cratere Centrale, è cresciuto rapidamente attraverso numerosi parossismi, cioè episodi esplosivi brevi e molto energetici, spesso accompagnati da fontane di lava, ricaduta di materiale piroclastico e colate.

La sua evoluzione comprende anche il cosiddetto Nuovo Cratere di Sud-Est, sviluppatosi a partire da una bocca apertasi sul fianco del cono precedente. Oggi l'insieme forma una struttura complessa e molto dinamica, affacciata verso la Valle del Bove.

Sul sito dell'Osservatorio Etneo dell'INGV è disponibile una descrizione scientifica dei quattro crateri e dell'attività del vulcano.

Perché i nomi cambiano nel tempo

La toponomastica della cima non è fissata una volta per tutte. I nomi nascono quando nasce la bocca — spesso descrivendone la posizione (Nord-Est, Sud-Est) o l'aspetto (Voragine, Bocca Nuova) — e restano anche quando la forma che li aveva ispirati è cambiata del tutto.

È il caso della Voragine, che di "voragine" può avere poco quando i coni interni la riempiono, o della Bocca Nuova, che di nuovo non ha più nulla dopo quasi sessant'anni. Il Nuovo Cratere di Sud-Est, poi, mostra il problema all'opposto: una bocca figlia che cresce accanto alla madre fino a superarla, e per la quale serve inventare un nome nuovo.

A che quota si trovano

Dire che l'Etna è alto un numero preciso di metri è comodo, ma non racconta tutta la verità. La sommità è un cantiere naturale: ogni eruzione può depositare nuovi strati di lava e scorie, mentre esplosioni, frane e collassi possono sottrarre materiale.

Per questo la quota viene aggiornata attraverso rilievi topografici, immagini satellitari, droni e modelli digitali del terreno. In termini pratici, l'area dei crateri si colloca oltre i 3.300 metri, con orli che possono avvicinarsi ai 3.400 metri. Il primato tra le quattro strutture è cambiato più volte nel corso del tempo: il Nord-Est lo ha detenuto a lungo, il Sud-Est glielo ha conteso.

La quota ha conseguenze concrete anche per chi sale:

  • la temperatura può essere molto più bassa rispetto alla costa;
  • il vento può aumentare rapidamente;
  • l'irraggiamento solare è intenso anche quando l'aria è fresca;
  • la minore disponibilità di ossigeno rende più faticoso camminare;
  • nuvole e nebbia possono ridurre la visibilità in pochi minuti.

Come si costruisce (e si distrugge) un cratere

Sotto la sommità, il magma risale attraverso un sistema di condotti e fratture. Durante la risalita la pressione diminuisce e i gas disciolti nel magma tendono a separarsi, un processo paragonabile — con tutte le dovute differenze — a ciò che accade quando si apre una bevanda gassata.

Se i gas si liberano con relativa continuità, dalla cima si osserva soprattutto degassamento. Se invece si accumulano e si espandono rapidamente, possono frammentare il magma e produrre esplosioni. I materiali espulsi ricadono intorno alla bocca e, strato dopo strato, costruiscono coni e orli craterici.

La forma di ciascuno dei quattro dipende quindi da un equilibrio sempre provvisorio tra due processi:

  • costruzione, dovuta all'accumulo di lave, scorie, lapilli e bombe;
  • distruzione, causata da esplosioni, frane e collassi delle pareti interne.

È per questo che i crateri non assomigliano a quattro ciotole regolari. Sono un paesaggio complesso, fatto di creste, depressioni, fratture, coni sovrapposti e superfici dai colori diversi.

Come riconoscerli durante un'escursione

Raggiungere l'alta quota significa attraversare in poche ore ambienti molto diversi. Sul versante Nord si parte da Piano Provenzana e si entra nel teatro delle eruzioni recenti, tra colate scure, coni e grandi spazi aperti. Il trasferimento in 4×4 consente di guadagnare quota prima del tratto a piedi.

Quando le condizioni permettono l'avvicinamento all'area sommitale, il paesaggio cambia a ogni passo: il suolo può passare dal nero al rosso e al giallo delle alterazioni, il rumore dei gas diventa più netto e la vista si apre verso la Valle del Bove, la costa ionica, Taormina e le Isole Eolie.

Qui i quattro nomi smettono di essere un elenco. Una guida vulcanologica aiuta a leggere ciò che altrimenti apparirebbe come una distesa indistinta: quale orlo appartiene a quale bocca, da dove è uscita una certa colata, la differenza tra un cratere sommitale e un cono laterale.

Si possono visitare i crateri dell'Etna

Sì, ma l'accesso non va considerato automatico. L'Etna è un vulcano attivo e l'area sommitale è un ambiente di alta montagna. Limiti, percorsi consentiti e quote raggiungibili possono cambiare in base alle ordinanze e alla situazione reale.

Prima della partenza vengono valutati:

  • attività vulcanica e indicazioni delle autorità competenti;
  • meteo, vento e visibilità;
  • condizioni del terreno;
  • livello fisico e attrezzatura dei partecipanti;
  • eventuali variazioni del percorso.

Per un quadro aggiornato puoi consultare il monitoraggio Etna in tempo reale. I dati sono uno strumento informativo: la decisione operativa della guida e le disposizioni delle autorità restano sempre prioritarie.

Quattro nomi, una montagna che si riscrive

Nord-Est, Voragine, Bocca Nuova e Sud-Est raccontano l'Etna meglio di qualsiasi definizione: una montagna che cresce, crolla e si ricostruisce mentre la osserviamo, al punto che i nomi sopravvivono alle forme che li avevano ispirati. Vederli con una guida significa unire il paesaggio alla sua storia e affrontare l'alta quota con un itinerario adatto alle condizioni del giorno.

Se vuoi capire quale esperienza scegliere, scopri il trekking ai crateri sommitali e le altre escursioni guidate sull'Etna. Indicando data, numero di partecipanti e livello di allenamento, riceverai un consiglio sul percorso più adatto.

Domande frequenti sui crateri dell'Etna

Quali sono i nomi dei crateri dell'Etna?

I quattro crateri sommitali si chiamano Cratere di Nord-Est, Voragine, Bocca Nuova e Cratere di Sud-Est. Voragine e Bocca Nuova si trovano all'interno del Cratere Centrale.

Quanti sono i crateri dell'Etna?

In cima ci sono quattro crateri sommitali attivi. Sui fianchi del vulcano, però, si contano centinaia di coni laterali, nati da fratture che si sono aperte anche molto lontano dalla sommità.

Qual è il cratere più alto dell'Etna?

Il punto più alto può cambiare. Eruzioni e crolli modificano continuamente gli orli dei crateri, perciò una quota precisa deve sempre essere associata alla data del rilievo.

Qual è il cratere più giovane dell'Etna?

Il Cratere di Sud-Est, nato nel 1971. È anche il più dinamico: è cresciuto rapidamente attraverso numerosi parossismi e ha sviluppato il cosiddetto Nuovo Cratere di Sud-Est.

È possibile salire ai crateri senza guida?

L'accesso all'area sommitale è soggetto a limiti e ordinanze che possono cambiare. Per gli itinerari in alta quota è necessario verificare le regole vigenti e affidarsi a guide autorizzate, in grado di valutare attività, meteo e condizioni del percorso.

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